cloud-5946381_1920.jpg

Sentieri dello Spirito

1. Gesù e attualità

2. O homem integral

3. Plenitude

4. O despertar do Espirito

5. La scoperta di sé

6. Risveglio verso la felicità

7. Vida, desafios e soluçoes

8. Amore, invincibile amore

9. O ser consciente

10. Jesus e o Evangelho

11. Encontro com a paz e a saude

12. Confliti esistenziali

13. Triunfo pessoal

14. Momentos de saude e de consciencia

15. Em busca da verdade

16. Psicologia da gratidao

Joana De Angelis

Cliccare sul titolo in italiano

per visualizzare e acquistare

Serie Psicologica

Joanna de Angelis

Testo dello studio

Testo del giorno

lunedì 08 Marzo 2021

CAP. XII

TRIONFO SULL'EGO

infanzia psicologica - la conquista del sé - liberazione personale

 

La conquista del Sé

Tutto l’impegno umano per una corretta maturazione psicologica, mira alla conquista del Sé, all’armonia dell’Io profondo in relazione alla propria realtà, alla comprensione del divino e dell’umano in esso esistenti, scoprendone la causalità e arrendendosi alla fatalità (consapevolmente) del processo di evoluzione, che non finisce.

Si tratta di un immenso programma di conquiste appaganti, iniziato nel periodo della coscienza assopita, e passato attraverso i vari livelli di progresso e di scoperta di sé in modo gratificante e pacifico, senza alcun tipo di violenza. 

 

Man mano che si vanno fissando i livelli da raggiungere, prospettive di trionfo più ampie si dilatano nell’essere umano, che si identifica con la vita e si eleva a valori più significativi che inizia a scoprire e ad avere necessità di sperimentare. 

 

L’ego è una produzione dello stato di coscienza, pertanto, transitorio, fuggevole. 

 

Abbandonando le regioni oscure dei conflitti degenerativi, nei quali l’essere si era trattenuto a lungo, ecco che inizia a godere del benessere senza timore e della gioia senza insicurezze, liberato dai tormentosi premi e castighi legati alle azioni compiute, a cui era condizionato da imposizioni sociali e religiose. 

 

L’ego, in questo contesto, cede il posto ad altre conquiste, che distribuiscono felicità mentre condividono identificazioni concretizzanti, e l’assenza di ansie e di incertezze favorisce una visione lucida del significato esistenziale della vita.  

 

In questo processo di crescita e di preziose scoperte, possono verificarsi diverse deviazioni e fallimenti psicologici, meccanismi di nostalgia per i giorni di agitazione e incertezze sui recenti progressi, come fenomeni naturali per fissare le nuove e rilevanti conquiste. 

 

Il lungo adattamento in fondo valle determina spiacevoli shock quando l’essere si insedia in montagna, finché non riesce ad acclimatarsi. Questo è un evento comune a tutte le forme di vita e a tutti gli esseri viventi. 

 

Il desiderio di crescita non ha limite. 

 

L’ignoranza delle potenzialità che possono essere attivate per i tentativi e per la realizzazione è ciò che rappresenta un impedimento per gli individui instabili e psicologicamente immaturi.  

 

Questa lotta che l’ego conduce nel campo delle passioni in cui agisce, lo alimenta, e vizia l’essere che si compiace delle imposizioni che si concede grazie alle sensazioni forti, ricche di soddisfazioni immediate, caratteristiche del periodo primario dell’evoluzione. 

 

In questo modo, non si rende conto subito delle emozioni lusinghiere, non abituato a queste manifestazioni, e si adatta allo psichismo del cambiamento dalle pianure costrittive agli altipiani rigeneranti. 

 

Per l’essere intelligente, un’impresa di grande significato richiede sforzo e decisione per scegliere tra ciò che si ha e ciò a cui si aspira, e che può essere raggiunto, eliminando i condizionamenti inquietanti mediante l’assimilazione di nuovi condizionamenti liberatori che li sostituiscano. 

 

L’essere umano è erede della sua storia antropologica, è fissato negli atavismi delle esperienze vissute durante le fasi primordiali del suo sviluppo. Essendo questo anche psicologico, rivela tutte le potenzialità che possiede latenti e spezza gli ormeggi ancestrali, al fine di liberare l’Io dormiente, asservito agli istinti. 

 

Si impone, per questo impegno, un lungo corso di realizzazioni personali, intime, di analisi e valutazione dei contenuti, per la scelta di quelli indispensabili alla vittoria, a discapito degli altri, che si presentano affliggenti. 

 

Disciplinando la mente e la volontà, si comprende che la proposta della Vita è la marcia verso l’Unità - senza perdere alcun valore acquisito -, il Sé si sviluppa, mentre l’ego si disintegra. 

 

Nelle prime fasi, questo ego svolge ruoli importanti, come: preservare la vita, i diritti al piacere (transitori), il soddisfacimento dei bisogni (fisiologici) e dei valori personali. Purtroppo, si attacca, opprimente, e passa alla condizione di aguzzino, dominando gli scenari dell’essere e ponendoli in ombra per rimanere predominante. Ampliandone la visione e indicando il Sé, reagisce con violenza e annaspa man mano che perde spazio psicologico, finché non viene sconfitto da una vittoria decisiva.  

 

È simile all'eroico trionfo dei Pandava sui Kaurava, la cui storia mistica è narrata nel Mahabharata, l’incomparabile poema dell’India, formato da duecentomila versetti, di cui solo la metà è nota. Si tratta della lotta tra cugini e altri parenti sul campo di battaglia della coscienza: le virtù (poche) e i vizi (molti), in battaglie continua fino al momento della vittoria dei primi. 

 

L’essere umano ha sempre cercato l’apice della sensibilità altruistica, conquistando lo Spirito, reale in lui, attraverso il superamento degli strumenti materiali che gli servono da fattori preponderanti per lo sviluppo dei preziosi valori che dormono in lui - eredità trascendente della sua origine divina, spirituale.  

 

La liberazione dell’Io profondo avviene man mano che si libera dai desideri - raga (la passione) del concetto buddhista - per raggiungere la realizzazione interiore. 

 

Preoccupato per la fase finale del processo di evoluzione e con una profonda visione psicologica, Allan Kardec interrogò i Nobili Messaggeri che lo assistevano nell’elaborazione della Dottrina Spiritista: - Che cosa diventa lo Spirito, dopo la sua ultima reincarnazione? 

 

Ed essi risposero: - Uno Spirito beato; puro Spirito. 

 

Il Sé profondo, pieno, è simile alla trasparenza che il diamante raggiunge dopo tutta la depurazione trasformatrice che soffre nel silenzio del suo assottigliamento molecolare, liberandosi da ogni imperfezione interiore attraverso cui è passato e da tutte le impurità che lo ricoprono. 

 

Questa conquista è l’immensa sfida dell’evoluzione degli esseri.

 

Liberazione personale

 

La similitudine con qualcuno che scala una montagna e riesce ad avere una visione più ampia degli orizzonti - più è in alto, maggiore è la conquista del panorama -, e il superamento dell’ego, consente una profonda identificazione con il Sé, che si rivela manifestando la sua provenienza divina e conquistatrice.  

Inevitabilmente l’essere, nella sua struttura reale, è puro psichismo, con immense possibilità. 

L’immersione nel corpo genera in lui un ingiustificato attaccamento come meccanismo di sicurezza, nonostante la transitorietà della struttura organica. 

L’oblio o l’attenuazione della visione spirituale, produce in lui il blocco verso le aspirazioni importanti, trattenendolo nell’incontrollabile ambizione della conquista del piacere e, per estensione, di tutto ciò che culmina in sensazioni immediate. 

Durante la gioventù pensa ai piaceri, perché il corpo è forte e ricco di ormoni; nella maturità prosegue con il rigoroso desiderio di sfruttare le energie che portano alla pienezza; nella vecchiaia sviluppa un quadro depressivo di amarezza - per non poter più continuare a sfruttare il piacere dei sensi - oppure lotta per conservare un potenziale di energie, che non tornano più, indipendentemente dalle risorse applicate. Anche quando la durata si prolunga, - il bambino interiore è sempre vivo, incosciente e si illude - arriva il momento dell’esaurimento, dell’interruzione causata dalla morte, dello scontro con la realtà. 

La visione transpersonale porta alla continuazione della Vita dopo la liberazione dal corpo. Senza alcun vincolo con le concezioni religiose e dottrinali di ieri e di oggi, propone un essere immortale, le cui prove si moltiplicano negli schemi delle sue indagini computerizzate, presentando una preparazione psicologica per affrontare questa realtà che sarà fatalmente raggiunta. 

Questo processo di inevitabile usura organica è un preavviso della futura esperienza immortale, che fornirà a ciascuno l’incontro con quel che è, e non con quel che ha e lascia, con quel che pensa, e non con quello che gli sarebbe piaciuto realizzare. 

In quel momento, l’Io profondo irrompe, facendo esplodere gli strati dell’inconscio in cui era sepolto - nel caso non sia stato liberato lucidamente - e instaura conflitti tormentati nell’area dello psichismo o nel complesso spirituale di cui è costituito - l’energia pensante che è. 

Mentre i traumi e i disturbi che travolgono la creatura provengono da esperienze precedenti - nell’attuale o in altre reincarnazioni - il risveglio della coscienza del Sé, domani, proverrà dalla manifestazione di pensieri, condotte e azioni presenti. 

Nella Natura, ogni fenomeno ed evento di solito avviene per concatenazione logica, senza interruzione. Le leggi che governano la vita vengono lavorate nell’equilibrio. Anche il caos, che si presenta come disordine - in una visione limitata - è parte dell’armonia nel contesto dell’equilibrio generale. 

La conquista del Sé impone la rottura di tutti i legami, ampliando le prospettive esistenziali e le realizzazioni profonde. 

Non si creda, tuttavia, che in questa fase di liberazione personale, cessi il processo di ricerca. Quanto maggiore è stata la capacità di comprensione e di distacco dell’essere, tanto più ampie prospettive di conquista gli si presentano attraenti, colmando gli spazi dominati e aperti a nuove realizzazioni. 

La scomparsa degli interessi oggettivi dà origine all’infinito campo del mondo soggettivo e trascendente da penetrare, come diceva San Bonaventura26, il Dottore Serafico, che ha influenzato molti mistici medievali proclamando che tre sono gli occhi con cui si osserva: quello della carne, quello della ragione e quello della contemplazione. 

Il primo occhio vede il mondo materiale, esteriore, le dimensioni relative al tempo e allo spazio, gli oggetti, le cose, le persone, ed è preso dalle sensazioni immediate; il secondo vede la logica attraverso l’arte del filosofare, allargando le percezioni della mente; infine il terzo permette di penetrare nel mondo occulto, dell’intuizione, delle realtà trascendenti, extra-fisiche. 

Questa spiegazione si conforma alla realtà dell’essere tridimensionale della Codificazione Spiritista: la carne entra in contatto con il mondo fisico, il perispirito registra il mondo mentale, extrasensoriale, e lo Spirito si sintonizza e si nutre con la struttura della realtà causale, dove ha avuto origine e dove tornerà. 

Quindi, la visione carnale rileva alcuni contorni dello stato oggettivo, mentre quella della ragione capta i dettagli che costituiscono la materia (atomi, molecole, particelle, comprendendone il meccanismo) e quella della contemplazione è trans-mentale, energetica nella sua pienezza.

Gli imperativi della Tecnologia e della Scienza, e le esigenze dell’ego hanno annullato nel corso della storia la visione contemplativa, e hanno spesso bloccato quella della ragione, confinando l’essere solamente in quella della carne. 

La liberazione personale recupera la percezione profonda, con il superamento dell’ego e la dilatazione del Self, con il conseguente trionfo dello Spirito sulla materia, senza annullare alcuno degli occhi, favorendone la direzione che gli è peculiare conformemente alle circostanze. 

Con questa acquisizione, le domande fondamentali dell’esistenza, a cui la Psicologia cerca di rispondere: Chi è l’uomo? Da dove viene? Dove va? diventano passibili di delucidazione, nella perfetta unione delle correnti psicologiche individualiste dell’Occidente e di quelle spiritualiste dell’Oriente... 

In questo senso, la Dottrina Spiritista sintetizza entrambe le visioni psicologiche, interpretando gli enigmi dell’essere e mettendolo in grado di vincere l’ego, nella gloriosa conquista dell’Io profondo, con la liberazione personale dalle passioni perturbanti, anestetizzanti e schiavizzanti. 

Nasce così, in questo momento, l’uomo completo, che procede verso l’infinito, immagine e somiglianza di Dio.

Dal libro: La scoperta di sè

Divaldo Pereira Franco - Joanna De Angelis

© 2014 by Sesto Senso